Frankyeffe Trust me

Frankyeffe Trust MeFrankyeffe è tornato: ‘Trust me’ è il suo nuovo singolo e, come tutte le altre tracks, è una vera bomba!

Ispirato alle sonorità degli anni 90 Techno – Trance, caratterizzato da suoni melodici sempre in crescendo e con un groove semplice e potente che incalza la traccia per tutta la sua durata, l’effetto dal vivo è devastante. Lanciato a luglio, il brano ha già fatto scalpore nei festival più importanti della scorsa estate, dal Loveland al Tomorrowland fino all’Awakening, ma le sue vibes potente non si appresta a fermarsi.

È sulla scena musicale già da diversi anni: quali sono le difficoltà che si affrontano nell’emergere?

Ho trentasette anni e le difficoltà sono cambiate nel tempo. Quando ho iniziato, la difficoltà maggiore era quella di riuscire a conoscere le persone giuste che avrebbero potuto aiutarti a entrare nell’ambiente, nel mondo dei club. Oggi, a queste difficoltà, si è aggiunta quella relativa all’immagine: un tempo il dj era visto come una figura oscura, quasi mistica, e non aveva bisogno di stare sotto i riflettori. Adesso, invece, bisogna curare i social, essere presenti, aggiornati, sempre abbastanza cool.

Nasce a cavallo tra la vecchia e la nuova generazione: cosa c’è nella sua musica dell’una e cosa dell’altra?

Sicuramente tutto ciò che faccio è influenzato dagli anni Novanta, dalla musica di quell’epoca che va dal techno alla dance fino alla progressive e all’elettronica. Prendo, però, spunto anche dalle nuove tecnologie, che negli anni si sono evolute. In questo momento storico, però, il sound è molto vicino a quello che ha rappresentato la mia adolescenza: il mondo dei Ninety e dei dj del calibro di Gigi D’Agostino e Mauro Picotto.

Qual è il messaggio di Trust me?

Credo che sia un brano emblema della fine degli Anni Novanta. È un messaggio di leggerezza e spensieratezza: è vero che ha sonorità scure e malinconiche, ma è un disco da festa, da ballare. È un pezzo strumentale che racchiude un mix di sensazioni.

Ci sono brani che hanno dato un input particolare alla sua crescita sia umana che professionale?

Ce ne sono tanti, non solo provenienti dal mio mondo, ma dalla musica a trecentosessanta gradi. Un disco che mi ha influenzato particolarmente è Komodo di Mauro Picotto. Hanno avuto un impatto anche alcuni brani rock, che mi hanno dato un background oscuro, ma anche tutti i brani della scena progressive usciti tra il 1995 e i Duemila.

 

UN GRANDE SUCCESSO

Francesco Fava, in arte Frankyeffe, è uno degli esponenti del clubbing più amato. Il dj e producer è reduce da un’estate intensa che lo ha portato a esibirsi sui palchi più prestigioso con Trust Me e adesso è pronto a immergersi in un’agenda fitta di impegni. A fine ottobre uscirà un suo nuovo EP, due volte al mese suona al Rashomon di Roma ed è in partenza per un tour che lo condurrà in India e in Sudamerica oltre che in alcune tappe italiane. “All’estero – ha detto – i dj e producer sono viste come vere e proprie star, come Vasco Rossi e Laura Pausini, ma anche in Italia, grazie a M2O che mixa musica pop dance a brani techno e underground, il mercato del clubbing sta prendendo piede”.

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