Achille Lauro canta a Sanremo il suo amore difficile e l’ex fidanzatina gli scrive una lettera: «Non scorderò mai la nostra adolescenza incosciente e sarò sempre innamorata di quel ragazzino sognatore».
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Achille Lauro sta emozionando tutti con la sua magnifica canzone ‘Incoscienti giovani’, che è già diventata una hit. Un brano che racconta un amore infantile che, come lui stesso ha raccontato alla stampa, è stato vissuto nella periferia di Roma, quando Achille era solo un ragazzino con poche certezze e tanti problemi: «Sono contento – ha dichiarato a caldo il cantante romano – è sempre un’emozione lavorare con l’orchestra del festival con un pezzo che come al solito racconta una storia vera. Parla di noi, è la storia di una ragazza, una storia nata tanto tempo fa ai bordi del raccordo anulare».
Achille Lauro ha rafforzato un testo difficile e una storia romantica e estrema con la testimonianza di quella che potrebbe essere proprio la sua antica ex, che gli avrebbe scritto una lettera piena di ricordi, che Lauro ha rigirato alla stampa. Una missiva scritta da qualcuno che inizia con la S. e che forse preferisce rimanere nell’anonimato: «Cari giornalisti – inizia questo strano testo – le canzoni a volte non sono solo semplici canzoni. Sono la nostra storia. Questa è ‘Incoscienti Giovani’ raccontata da chi l’ha vissuta, stasera dal mio più grande amore».
«Quando ho conosciuto Achille Lauro – prosegue il racconto anonimo di chi forse in passato ha amato il giovane Lauro De Marinis – era un adolescente magrolino, con i capelli sempre rasati corti e il viso scavato. Eravamo molto giovani quando ci siamo innamorati: io vivevo da sola con mia madre, e lui veniva spesso da noi. Lo abbiamo aiutato tanto quando era solo, per mia madre era come un figlio. Aveva l’ossessione per la scrittura, come se fosse l’unico modo per dare un senso a tutto ciò che lo circondava e, probabilmente, scrivere lo aiutava anche a metabolizzare la situazione che viveva».
La lettera della prima fidanzatina del cantante diventa a tratti commovente: «Lauro ha sempre cercato di nascondere i suoi traumi, li tiene dentro. È forse per questo che scrive canzoni, ha imparato a soffrire in silenzio e io lo capivo. Anche io e mia madre eravamo rimaste sole. Mio padre l’ha sempre umiliata, fino al giorno in cui se ne è andato. Lui non ha mai saputo cosa significasse davvero stare insieme. Lui non conosce l’amore. Anche in quegli anni in cui lui è rimasto senza casa, Lauro non mi ha mai chiesto aiuto. Si vergognava».
«Dormiva dove capitava – racconta la ragazza senza nome – Ricordo quell’hotel fatiscente a una stella a Boccea che odiava, e quella vecchia Peugeot 206 grigia. Ricordo che mentiva, pur di non pesare su di me e su i suoi amici. A notte tarda, quando tutti rientravano, lui diceva: ‘Tranquilli, sto da un amico’, ma poi finiva a dormire in macchina nascosto in qualche parcheggio».
«Non scorderò mai quello che è stata la nostra adolescenza incosciente e sarò sempre innamorata di quel ragazzino sognatore», conclude la ex fidanzata nella sua lettera dolcissima. E racconta quel Lauro che va oltre il personaggio che canta su un palco: «Nonostante fosse un ragazzo difficile, chi riusciva a superare lo scoglio scopriva una sensibilità preziosa. Forse proprio quella che ancora oggi riesce a mettere nelle canzoni che parlano ancora di noi, come questa».
A parlare poi è il dolcissimo testo della canzone di Achille Lauro, che racconta agli italiani il resto della storia: «Oh… bambina, dormivamo in un Peugeot, sì noi due ladri di fiori, e ti ricordi o no, noi prima, a dirsi mai una vita come i tuoi, sì piuttosto disperati come noi». Oggi a 34 anni il giovane Lauro De Marinis è diventato Achille Lauro, un cantante di successo che ha scalato tanti gradini di una vita difficile e che ha imparato a fregarsene del gossip. E ricorda quel passato complicato con l’aiuto di chi, ancora oggi, gli è vicino da lontano e che forse ci rimarrà per sempre: le prime storie d’amore non si dimenticano, anche se fanno parte di frammenti bui di una vita che non vorremmo mai aver vissuto. Amori incoscienti ma mica tanto… con il dolore non si scherza.