Anna Tatangelo si lascia alle spalle un passato difficile e in dolce attesa guarda al futuro con Giacomo Buttaroni: «È entrato nella mia vita in un momento complesso e non si è spaventato. Oggi finalmente sto bene»
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Anna Tatangelo, 38 anni, sfoggia un sorriso radioso e un pancione di cinque mesi. Accanto a lei c’è Giacomo Buttaroni, ex calciatore oggi allenatore, il nuovo amore che ha scelto di restare lontano dai riflettori. «Non è del mondo dello spettacolo. E non vuole esserlo», rivela la cantante, evidenziando la differenza con il suo passato.
Cosa l’ha conquistata di Buttaroni? Anna Tatangelo lo rivela per la prima volta in un’intervista al Corriere della sera. «È entrato nella mia vita in un momento complesso e non si è spaventato. Mi ha accolta, sostenuta. Mi fa sentire amata, protetta. In passato, ero io quella che dava. Stavolta, invece, lui c’è per me, in ogni gesto. E mi ha sorpresa in positivo il rapporto che ha creato con mio figlio».
Quel passato a cui Anna Tatangelo fa riferimento è legato indissolubilmente a Gigi D’Alessio, con cui ha condiviso 15 anni e un figlio, Andrea, oggi quindicenne. Anna ricorda un sentimento puro, ma anche il dolore per le critiche che la dipingevano come la “rovinafamiglie”, nonostante la relazione sia iniziata dopo la separazione di Gigi. «Per anni mi sono sentita sbagliata», confessa. Usciva di casa con una maschera di forza, ma «poi piangevo al telefono con mia madre». Chiudere è stato un atto di coraggio per ritrovare se stessa.
Andrea, il figlio avuto da Gigi D’Alessio, è un punto fermo, la sua nascita è stato il momento più bello: «Continuavo a dire: “Ma è mio?”. Era bellissimo. Appena me l’hanno dato, ho smesso di piangere e lì ho sentito che tutto il resto era secondario». I suoi occhi blu sono un ricordo della nonna materna, scomparsa, a cui Anna era profondamente legata. «È stata il mio rifugio. Davanti a ogni critica, stava dalla mia parte. E anche ora, in questa gravidanza, la sento», dice con commozione, ricordando che la madre desiderava un altro nipote.
Le critiche hanno segnato il suo percorso, fin dagli esordi precoci. «Mi sentivo dire che sembravo una vecchia», racconta Anna Tatangelo, spiegando come un carattere chiuso, formatosi in una famiglia patriarcale e severa, rendesse difficile difendersi. Cresciuta con modelli tradizionali, ha sempre lottato per la sua indipendenza: «L’autonomia ti permette di dire basta. Mia madre “basta” non lo disse mai».
Anna Tatangelo ha conosciuto anche relazioni tossiche dopo Gigi, subendo violenza psicologica. «Quella sottile, che non si vede, ti sminuisce, ti fa dubitare di te». Ha imparato a riconoscere il pericolo e a fermarsi in tempo. Gli ultimi cinque anni, segnati dalla separazione, dal Covid e dalla malattia della madre, sono stati «durissimi». Un periodo in cui ha vissuto un crollo totale, arrivando a pesare 55 chili, cercando di essere forte per tutti «come Wonder Woman».
In tutto questo, la musica è stata la sua salvezza. Fin da bambina, vendendo ciambelle al mercato tra vento e pioggia, trovava conforto nel canto. «La musica mi ha sempre salvata e continua a farlo». È la sua valvola di sfogo, il suo modo per connettersi con il pubblico. Nonostante le critiche, non ha mai pensato di ritirarsi: «Amo troppo la musica. Quando canto succede qualcosa». Oggi Anna Tatangelo è serena. Continua a fare concerti col pancione, progettando di andare avanti fino a settembre o ottobre. Sta lavorando a un nuovo disco autobiografico, dove si racconta «come mai». Guarda al futuro senza ansia: «Ho imparato che, se pensi troppo a domani, ti perdi l’oggi. E oggi, finalmente, sto bene». La “ragazza di periferia” ha trovato la sua luce.